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 INTERVISTE


Grillo:«La Rete e i blog sono il nostro futuro!»

Auspica la cittadinanza digitale e la diffusione dei blog come mezzo d'informazione dal basso. Per una democrazia più forte contro lo strapotere delle multinazionali e della politica affaristica.

 

[23.02.2006] di Enzo Di Frenna - da Roma

Grillo:«La Rete e i blog sono il nostro futuro!»

BLOG & POLITICA (2) - Il comico genovese ha fiducia nella Rete e nei blog. Lo abbiamo intervistato a Roma durante un incontro con 1200 ragazzi all’Auditorium della Musica, organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale. E subito spara a zero sulla politica e sulle aziende che accumulano debiti, sugli “psico-nani” che ipnotizzano il nostro Paese. Usa proprio la parola “incantesimo”. «Mi guardo intorno e vedo un incantesimo che colpisce anche coloro che fanno televisone e informazione. Si parlano addosso, vedono rosso ovunque, e intanto nessuno parla di energia, di sviluppo sostenibile, dei problemi seri. Abbiamo 24 parlamentari condannati e mi fa incazzare che dei fuorilegge facciano le leggi! Ma la Rete è la nostra voce libera e le cose cambieranno presto...» La nuova arma politica è dunque Internet e i blog liberi. Ci crede. Ne parla con entusiasmo: «Finalmente possiamo far contare la nostra opinione. La Rete rivoluzionerà l’informazione: ai giornali così come li vediamo oggi gli do 5-6 anni di vita. La Bbc sta già trasferendo tutto nella Rete. E questo vale anche per i politici: il vento del cambiamento sta arrivando...»

Partiamo dall’inizio. Il tuo blog...
«Ho iniziato poco più di un anno fa. Il primo giorno ho scritto un post e non ha letto nessuno. Il secondo giorno mi ha scritto il mio vicino di casa dicendomi: “Ma che ti sei messo in testa? Poi lentamente si è sparsa la voce e oggi il mio blog registra una media di 150 mila visite al giorno. Porto avanti battaglie civili, con l’aiuto di un gruppo di amici»

Perchè il tuo diario on line ha successo?
«Non scrivo nulla di eccezionale. Sono solo un megafono, una spugna di informazioni che poi pubblico nel mio blog. Anch’io mi sono chiesto perchè ho tanto successo. Alla fine ho scoperto che ho un pò di reputazione. In 35 anni di lavoro, con le mie scelte e l’allontanamento dalla televisione, mi sono creato semplicemente un pò di reputazione. La gente viene a leggere cosa scrivo perchè si fida di me. Della tv e dell’informazione, invece, non si fidano più. Io non faccio controinformazione: faccio informazione. Sono gli altri che fanno controinformazione: cioè ti vendono balle presentandole come verità.

Un riferimento a Berlusconi?
«Lo psico nano della democrazia è uno spot vivente. Con la politica non c’entra nulla: dietro di lui c’è solo marketing. Alle sue balle ormai ci crede anche lui. Per carità: sul piano emotivo è formidabile perchè è un abile venditore di slogan, lo vedi anche con piacere perchè sul piano emitivo ti stuzzica. Ma per fortuna non incanta più nessuno...»

Noi di Netdipendenza.it abbiamo lanciato una web-protesta contro l’occupazone degli spazi televisivi da parte di Berlusconi prima dello sciogliemento dell Camere. La Rete può avere un peso nella democrazia Italia?
«Certo! La Rete è il futuro che avanza: stiamo vivedo una rivoluzione straordinaria. Con i blog chiunque può diventare giornalista e scrivere: l’informazione sta per diventare veramente libera. Il futuro è anche il Voip, che permetterà la coomunicazione gratuita: visitate Voip Stunt e capirete. I giornali e le tv monopoliste stanno per sparire. La Rete li inghiottirà».

Intanto le grandi aziende fanno chiudere i piccoli siti, a suon di querele...
«Ma possiamo reagire. Il multimiliardario di Sky, il signor Merdoch come lo chiamo io perchè riduce in merda tutto quello che tocca, se la prende con un ragazzo di 22 anni, operaio in un supermercato, che ha girato sul suo sito le partite trasmesse in streaming dai siti cinesi. Con un gruppo di amici abbiamo lanciato sul blog una colletta per aiutare questo ragazzo a difendersi in tribunale, sostenendo le spese legali. Ma dove sta il reato? Chiunque poteva guardarsi le partite sui siti cinesi: certo, dopo cinque minuti di cinese ti sarebbe venuto loro il mal di testa. Ma gli italiani sai cosa hanno fatto? Hanno acceso la radio e seguivano le telecronache in italiano!!»

Cosa diventerà il tuo blog nei prossimi anni?
«Non so dove mi porterà questa avventura. Non so se diventerò un Berlusconi buono, se fonderò un movimento politico o altro. Non sono un giornalista, non scrivo cose straordinarie, mi limito a girare informazioni che ricevo o che trovo sulla Rete. Luttazzi si è ritirato perchè dice di avvertire derive populiste. Io non la vedo così: credo che un blog possa svolgere una grande funzione sociale»

Tu parli di incantesimo. Un mondo con milioni di schermi non può essere pericoloso? Non genera una società di videodipendenti o, come dicono alcuni, di schiavi digitali?
«L’informazione così come l’abbiamo vista oggi cambierà, si trasformerà: te l’andrai a cercare in modo semplice. Non andrai a comprare più un giornale nè pagherai un canone alla televisone.Tutta questa roba sarà inglobata da Internet. Personalmente non vedo questo pericolo, perchè la Rete si autopurifica. Sapremo inviduare i rischi e denunciarli in tempo»

Di Pietro di recente ha aperto un web-log ispirandsi al tuo sito. In una intervista alla nostra agenzia dice che i blog cambieranno la politica. Sei d’accordo?
«Certo! Ma come mai nessun politico si mette in gioco con un blog? Prodi ne ha aperto uno e dopo venti giorni lo ha chiuso. Quando apri un blog ti metti in gioco e questo ai nostri politici non piace. Io non ho rapporti i politici, a parte Di Pietro, ma me lo ha imposto lui: è una buona persona, mi chiama alle due di notte e mi dice “Ho visto Casini al TG1 che parla male di me... dice che Di Pietro è la vergogna della magistratura e la politica... ho passato la mia vita a mettere sotto inchiesta questi signori, vivo sotto scorta, ho sacrificato il tempo da dedicare alla mia famiglia e io sarei la vergogna della magistratura?» Ma andiamo! Casini è il vuoto di Newton, è il nulla. Chi è questo signore che si permette di tirare in ballo uno come Di Pietro? Ma chi è? Va su una tv di stato e dice cose del genere su una persona per bene? Perchè non dice nulla suo suocero Caltagirone e sui guadagni in Borsa con gli investimenti immobiliari, le plusvalenze? Ecco, io credo che la Rete spazzerà via questa gente e ci sarà spazio per una democrazia controllata dal basso. Su Wikipedia alcuni senatori americani avevano cancellato alcune informazioni a loro sgradite, ma sono stati bloccati dagli amministratori del sito. Questa è vera democrazia. Io sono per l’accesso gratuito all’informazione e auspico la cittadinanza digitale»