Usare la tv per negare l'evidente crisi economica
Affermare con forza una notizia falsa vuol dire farla diventare vera. E con l'aiuto di tecniche di persuasione si confonde l'elettorato. Ce lo spiegano due esperti di comunicazione.
[29.03.2006] di Enzo Di Frenna - da Roma
PNL & POLITICA (2) - Berlusconi non è uno sprovveduto. Sa bene che l’azienda Italia è in crisi, eppure ha negato e nega l’evidenza. Perchè? Lo abbiamo chiesto a due esperti di comunicazione strategica e persuasiva: Stefano Santori e Nello Acampora. Che ci spiegano in che modo il premier usa tecniche di Pnl per condizionare il consenso.
INTERVISTA A STEFANO SANTORI.
Consulente di comunicazione e marketing per grandi aziende (www.metateam.com), formatore aziendale e docente di Pnl (programmazione neurolinguistica), è titolare della società Metaconsulting, con sedi a Roma e Catania, ed è stato consulente di alcuni importanti politici nazionali.
Santori, Berlusconi nega con convinzione la crisi economica italiana, il calo dei consumi, l’allarme di Bankitalia sul debito pubblico, il caroeuro. Sostieme che siamo di fronte al solito pessimismo della sinistra. Lui sa bene che le cose non stanno così, eppure insiste nel negare. Che strategia sta seguendo?
«La scelta di negare la crisi economica del nostro paese è funzionale al suo messaggio di ottimismo: è evidente, ad esempio, che dietro l’affermazione continua e ossessiva del “tutto va bene” c’è il “rinforzo” e “l’ancoraggio” di cui parla la Pnl. Ossia: un messaggio ripetuto e ancorato in maniera emotiva ha molta probabilità di essere ricordato e, anche se non corrisponde a verità, diventa verità di per se stesso. Inoltre, in questo modo tenta di confondere una certa parte dell’elettorato, spingendolo verso il dubbio sulla reale crisi economica italiana»
Si dice che Berlusconi segua i consigli di un guri americano della comunicazione...
«In effetti lo stile e i toni della comunicazione di Berlusconi durante la campagna elettorale fanno pensare ad uno “stile americano”, dove contano i toni forti, la adunate con bandierine e palloncini, le musiche fortemente emotive. Il problema è che l’elettorato italiano è diverso da quello americano e certe strategie potrebbero non funzionare. Non è sufficiente dire che in Italia va tutto bene per infondere nel telespettatore-elettore una certa convinzione. A Berlusconi consiglierei di correggere il tiro: meglio dichiarare che i problemi esistono e vanno risolti. È più in linea con la psicologia del nostro elettorato»
INTERVISTA A NELLO ACAMPORA.
Consulente aziendale, esperto di comunicazione e tecniche di vendita, è partner d’affari di Anthony Robbins - il guru americano della comunicazione persuasiva già consulente di Bill Clinton - di cui promuove i corsi in Italia. La sua società, Top Training, promuove i corsi di formazione aziendale targati “hi performance” (www.hiperformance.it).
Acampora, stessa domanda: perchè Berlusconi nega l’evidente crisi economica? Sta forse usando le tecniche della Pnl di “rinforzo” e “ancoraggio” di un messaggio falso?
«Credo che Berlusconi sia realmente convinto di ciò che dice e, nel caso della crisi economica italiana, è convinto che a furia di ripetere che tutto va bene, una certa parte dellìeletorato si possa in qualche modo confondere o convincere. Nella Pnl si afferma che una verità affermata con forza e congruenza viene più facilmente condivisa dagli altri. Inoltre, la strategia “abbiamo tutti contro” può favorire un’aggregazione maggiore di un certo elettorato, in risposta alla sfiducia che gli arriva anche da parte di alcuni partiti della sua stessa coalizione. Alzare il tiro, il “noi contro tutti”, è sicuramente una strategia su cui Berlusconi sta investendo molte risorse, con l’obiettivo di compattare un certo elettorato intorno alla figura del leader»
Dunque può realmente convincere gli italiani che tutto va bene?
«Berlusconi è una persona che fa del “reframing”, cioè della ristrutturazione nella comunicazione, uno strumento potentissimo, che tra l’altro usa con abilità. Negare con decisione la crisi economica può ristrutturare la convinzione che si sono fatti gli italiani attraverso gli organi d’informazione, ma il nostro elettorato ha un forte spirito critico: dunque credo che alla fine non funzionerà. La strategia di Berlusconi, rispetto anche ad un diffuso sentire popolare, è destinata a fallire e credo sia possibile prevedere una sconfitta alle prossime elezioni. Del resto, in questi anni la megalomania del personaggio ci ha mostrato un Berlusconi che ha una eccessiva fiducia nei propri mezzi. Il suo operato, oggettivamente, è andato nella direzione della tutela dei suoi interessi e dunque, a questo punto, credo che le tecniche di comunicazione non siano più suffienti per vincere le elezioni».
Un consiglio al premier per gli ultimi giorni di campagna elettorale?
«Recuperare la sua proverbiale simpatia ed evitare affermazioni che lo rendano troppo inviso all’opinione pubblica. Una comunicazione più realista, unita alla sua grande abilità nel creare consenso, darebbe certamente risultati migliori»
(Stefano Santori: foto in abstract)
(Nello Acampora: foto interna)