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Internet: evoluzione e nuovo ordine sociale

Canberra. La Rete, dalla quotidianit entra prepotentemente nelle dinamiche evoluzionistiche. Secondo Gary Small, neuroscienziato della Ucla in California specializzato in funzioni cerebrali, la portata di Internet e dei suoi effetti non si limita affatto ad una questione di life style: il nuovo protagonista di un vero e proprio cambiamento evolutivo.

 

[28.10.2008] di Angela Gennaro - da Roma

Secondo Small, Internet sta letteralmente cambiando il modo in cui il cervello funziona. Nel lungo periodo, ciò porterà ad un riassetto dell’ordine sociale, con in testa gli esperti di tecnologia. Per il neuro scienziato, il cervello umano sta accrescendo sensibilmente la sua capacità di filtrare le informazioni e di prendere rapide decisioni grazie alla ricerca su Internet e ai messaggi di testo. Selezionare le informazioni disponibili e metterle in una giusta relazione con le proprie conoscenze è un ottimo esercizio cerebrale, che si rivela utile sia per i giovani che per gli anziani.

Non manca, però, l’altra faccia della medaglia: la tecnologia velocizza l'apprendimento, è strumento prezioso per la creatività, ma può anche portare alla dipendenza dal virtuale. Secondo Gary Small, sono negli ultimi anni in drastico aumento le diagnosi del disordine per deficit di attenzione. I rapporti si sviluppano sempre meno nello spazio fisico, e nascono ironici gruppi su Facebook: "Se 'n se vedemo da 'na cifra ce sarà un motivo? Però semo amici su Facebook".

"Stiamo assistendo ad un cambiamento evolutivo. I migliori della prossima generazione saranno quelli con capacità tecnologiche ma anche in grado di interagire faccia a faccia", spiega in un’intervista. "Sapranno quando la miglior risposta a una email o a Instant Message è parlarsi invece che stare seduti e continuare a mandare posta elettronica". Nel nuovo ordine sociale, secondo Small, vincenti saranno, dunque, coloro che posseggono e sviluppano un misto di capacità tecnologiche e sociali.

"iBrain: sopravvivere alle alterazioni tecnologiche della mente moderna" è il titolo del quarto libro del neuroscienziato, nel quale ha condotto un mirato esperimento su 24 utenti adulti del Web: i risultati dimostrano i più esperti manifestavano, rispetto agli altri, il doppio delle attività nelle zone che controllano il potere decisionale e il ragionamento.