Generazione videodipendente dimentica l'amore per la Natura
Sempre pi ore trascore con gli schermi e meno tempo dedicato alle passeggiate a con contatto con boschi, montagne, sentieri...
[28.11.2008] di Maria Laura Pirone - da Salerno
La generazione digitale e “always on” dimentica la natura e vive incollata al video. Aumenta la tendenza a trascorrere troppe ore con internet, computer, programmi televisivi, cellulari, tralasciando l’attività fisica e il rapporto con l’ambiente. Ne abbiamo parlato con Paola Peila direttore del Club alpino italiano: «Il fenomeno esiste e per arginarlo è necessario creare delle opportunità di formazione e sensibilizzazione. Noi abbiamo sviluppato, ad esempio, programmi rivolti ai giovani, tra cui le passeggiate in montagna. Nel 2007 abbiamo organizzato 224 giornate a contatto con la natura, per oltre ottomila ragazzi guidati dai loro docenti, riscontrando successo ed entusiasmo».
La “videofilia” sta purtroppo sostituendo l’amore per l’ambiente. La tendenza è emersa in modo chiaro da uno studio comparativo condotto da due ricercatori americani, Oliver R.W. Pergams e Patricia Zaradic, su USA, Giappone e Spagna e pubblicato dal Proceedings of the National Academy of Sciences. Dalla ricerca, infatti, emerge un calo di quattro variabili: visite a vari tipi di parchi in Giappone, Stati Uniti, e Spagna, numero di licenze di caccia e pesca richieste negli Stati Uniti, indicatore di tempo trascorso in campeggio e indicatore di tempo trascorso facendo trekking, con una percentuale annuale che varia dal - 1% al -3,1% e il cui declino corrisponde al progresso tecnologico compreso nel decennio '89-'90 soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone e all'aumento mondiale del costo del petrolio. E in Italia?
Per saperne di più abbiamo intervistato il dottor Sergio Lupo, specialista in Medicina dello sport e dirigente medico dell’Istituto di medicina e scienza dello sport del C.o.n.i. che da oltre 25 anni opera nel mondo dello sport, svolgendo attività di ricerca e clinica su atleti di ogni livello .«Noto una diffusa dipendenza da lettori dvd e cellulari - ha spiegato il dottor Lupo - e anche dai videogiochi, stando alle confidenze di alcuni genitori di giovani atleti che visito di routine. Nei teeneger riscontro spesso alterazioni posturali causate da cattive abitudini proprie di uno stile di vita “televisivo” caratterizzato da scarso movimento, cattiva alimentazione, sedentarietà Queste abitudini incidono sulla muscolatura, provocandone una diminuzione del tono e determinando patologie anticipate rispetto all’età. Tra queste l’obesità: il numero degli obesi ha raggiunto una soglia molto bassa ed è in aumento”. Per far fronte alla problematica, è dunque utile fare movimento: «In genere – continua l’esperto - consiglio una moderata attività sportiva che favorisca anche il contatto con la natura: corsa, bicicletta, ginnastica a corpo libero, attività, insomma, che non pongano sotto sforzo il fisico, specie se non si è allenati». Anche la formazione è un potente antidoto alla videofilia.
Maria Laura Pirone