No Tecnostress Days 2009, da luglio a settembre iniziative in tutta Italia in collaborazione con l'Anfos
Arriva la 2 edizione di No Tecnostress Days: iniziative benessere nelle pricipali citt italiane per difendere la salute e rilassare il corpo e la mente. E questanno c in palio anche una vacanza in un resort per una coppia tecnostressata. A patto che spengano ogni apparecchio tecnologico..
[02.07.2009] di redazione - da Roma
Arrivano le vacanze, ma lavoratori e professionisti “sempre connessi” portano con sé il computer e il telefonino: in spiaggia, in montagna, in campeggio, nel resort, sul lettino della piscina, e alla fine non staccano mai la spina. Anzi: continuano a inviare messaggi, controllano la posta elettronica, aggiornano il profilo su Facebook, navigano e chattano. Così il tecnostress è in agguato anche durante la vacanze estive. Per prevenire questo rischio è in arrivo la 2° edizione di “No Tecnostress Days”, 100 cento giornate vissute all’insegna del vero relax, con iniziative nelle principali città italiane che si svolgono dal luglio a settembre. Running, gite in montagna, meditazione, cene in pizzeria con il cellulare spento, massaggi residenziali, giornate benessere, tecniche di respirazione, danza tribale e coccoloterapia in acqua termale. Quest’anno c’è in palio anche una vacanza in un agriturismo, a fine agosto, per una coppia tecnostressata che vuole recuperare la dimensione del silenzio e il contatto con la natura, ma rigorosamente senza notebook e tv. L’obiettivo della manifestazione, organizzata dal social media Runfortecnostress Network in collaborazione con l’Associazione nazionale formatori sicurezza (Anfos) e Lulu Italia, è sensibilizzare i lavoratori digitali a godersi davvero le vacanze e difendere la propria salute.
«Il problema del tecnostress durante le vacanze è molto diffuso – spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus e ideatore del network di running – molti professionisti e lavoratori sono assillati dagli impegni e dai risultati, soprattutto durante l’attuale periodo di crisi economica. Una manager di una grande compagnia telefonica ci segnalava su Runfortecnostress che aveva prenotato un viaggio in un’isola trpicale, ma per motivi di lavoro doveva avere a portata di mano lo smartphone e il computer connesso a Internet. Ne avrebbe fatto volentieri a meno, diceva in una mail. Bisogna capire, dunque, che staccare davvero la spina aiuta a recuperare la concentrazione e la vitalità, affrontando con più energia il rientro al lavoro».
I principali eventi della manifestazione si terranno a Milano, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Avellino e in numerose località di vacanza. E’ previsto un un ritiro di coccoloterapia in acqua termale sull’isola di Ischia, oppure l’incontro di runners sul lungomare di Lecce con lezioni di stretching, la giornata di rilassamento con il Pranic Healing in un centro benessere della tuscia romana, mentre la psicologa del lavoro Anna Fata terrà a Senigallia un incontro su “La pratica meditativa come antidoto al tecnostress”. E per chi rimane in città? A Napoli la Federconsumatori aderisce alla manifestazione organizzando una serata in pizzeria rigorosamente con i cellulari spenti, mentre a Roma la psicologa Renata Taddei terrà due incontri di sincroterapia in acqua calda in un centro wellness: massaggio, movimento lenti, respiro profondo sono gli ingredienti per lasciare il tecnostress in acqua e tornare a casa rigenerati.
All’inizio di luglio, sulle rive del lago di Bracciano, gli iscritti a Runfrotecnostress Network partecipano alla maratona più breve del mondo, che dura un solo minuto, e poi tutti di corsa a tuffarsi in acqua. Un percoso speciale di tre incontri, invece, è stato organizzato dalla danzatrice Ilaria Cusano, esperta di yoga e tecniche olistiche: il primo appuntamento a fine luglio con un seminario in una struttura wellness di Zagarolo: «Lavoreremo sulla interazione corpo-macchina per prevenire il tecnostress e ridurre gli effetti negativi del sovraccarico informativo», spiega l’operatrice.
Spesso il tecnostress crea tensioni fisiche e favorisce l’insorgere di mal di testa, insonnia, e ipertensione. Sono intomi che se prolungati mettono a serio rischio la salute. «Da noi i tecnostressati riceveranno massaggi gratis per rilassarsi sul serio, con la promessa di spegnere tv il cellulare almeno per un giorno. Poi li inviteremo a passeggiare con noi in silenzio nei boschi », spiega Giusy Figliolini, operatrice shiatsu e direttrice di Casa Celestina, l’agriturismo che ha messo in palio vacanza sulle colline avellinesi a fine agosto. «L’obiettivo è riappropriarci del nostro tempo e dei ritmi naturali – spiega Nicla Jane Giorgi, danzaterapeuta e vicepresidente di Netdipendenza Onlus – attraverso un percorso di consapevolezza e benessere».
L’Associazione nazionale formatori sicurezza (Anfos) inviterà tutti gli iscritti a promuovere la prevenzione del tecnostress nei luoghi di lavoro, in linea con l’articolo 28 del Testo Unico 81/2008, che prevende l’obbligo per le aziende di difednere la salute dei lavoratori dallo stress correlato, generato anche dall’uso intesivo dei videoterminali. «Il tecnostress è stato riconosciuto come nuova malattia professionale dal giudice Raffaele Guariniello – spiega Giulio Morelli, vicepresidente dell’Anfos – ed infatti stare troppe ore “connessi” può affaticare la mente e e compromettere la salute dei lavoratori».
Attenzione infine all’assillo di doversi continuamente connettere a Facebook, il popolare social network con 11 milioni di italiani iscritti. «Una operatrice di call center ci ha scritto dicendo che è diventata la sua fonte quotidiana di tecnostress: con oltre 1.800 amici riceve centinaia di inviti a gruppi, cause, quiz, giochini, commenti, e mail e stargli dietro sta diventando una fatica», mette in guardia Ermello Sorge, responsabile del gruppo napoletano di Runfortecnostress.
L’ultimo rapporto Ocse sull’occupazione ha rivelato che un lavoratore su dieci ritiene di avere problemi di salute mentale legati al lavoro. Si parla apertamente di stress, insonnia, crisi d’ansia: sintomi tipici del tecnostress.
Di Frenna ha curato la prima due ricerche in Italia su questa particolare patologia – disponibili su Lulu.com - intervistando un campione di 424 operatori Ict (Information and Communications Technology) e lavoratori info-tech: è emerso che l’80 per cento è colpito da ansia, stress, calo della concentrazione, e in molti lamentano di soffrire di mal testa e ipertensione. Gli studi sono stati pubblicati nel libro “Tecnostress in azienda: il sovraccarico informativo come rischio d’impresa ”, che contiene anche molte interviste a importanti manager di società italiane.