Internetmania. È già una malattia
pubblicato il [31.07.2002]
Si chiama Netdipendenza.it. È la prima agenzia di informazione nazionale (on line) contro l'eccesso di tecnologia digitale. Si tratta di uno strumento d'informazione che intende monitorare i rischi per la salute fisica e psichica creati dall'eccessiva esposizione alla tecnologia, meccanica o digitale.
Lo scopo è quello di mettere in primo piano il valore delle relazioni umane, l'uso consapevole del computer e di ogni forma di tecnologia. Per questo, sfiorando il paradosso, si muove sulla rete e promuove la propria "mission" dall'interno della tecnologia contro cui si batte. Netdipendenza.it ha inoltre lanciato on line l'iniziativa "No Digital", un appello che raccolga adesioni per la nascita di un movimento di persone che vogliono far sentire forte il proprio dissenso contro l'eccesso di "vita digitale" che la società e la nuova economia globale ci impongono.
L'iniziativa è stata presentata a Montecitorio e prende le mosse dal movimento d'opinione denominato "comandante@nima", nato a Napoli il 28 ottobre 200 e che ha organizzato il 10 febbraio 2001 all'Istituto italiano degli Studi filosofici di NApoli il primo Convegno nazionale sulla Netdipendenza. Il giornalista e scrittore Enzo Di Frenna, fondatore e promotore di Netdipendenza.it dalle colonne virtuali di Netdipendenza.it lancia poi il suo allarme sulla situazione italiana.
Secondo Di Frenna l'Italia si candida a diventare il Paese dell"incantesimo degli scherni": la netdipendenza non è infatti solo dipendenza da internet, ma più in generale "dipendenza dalle informazioni veicolate da schermi. Le persone colpite faticano a vivere senza uno schermo, entrano in un tunnel che porta alla comparsa di sintomi come la depressione, l'ansia, stati di solitudine, insonnia.