Schiavi della Rete, ribellatevi!
pubblicato il [29.07.2002]
In inglese vengono chiamati "net slaves", in italiano schiavi digitali o maniaci della Rete: sono quelli che passano fino a otto ore al giorno davanti al computer per lavorare, navigare, chattare, quelli che vivono con il telefonino in mano, quelli che non posso fare a meno della tv o della playstation. Migliaia di persone che trascorrono gra parte del loro tempo di fronte a uno schermo digitale, con il rischio di allontanarsi dalla vita reale.
Una nuova malattia sociale? Nel nostro PAese forse ancora no, ma una cosa è certa; i soggetti a rischio non sono più soltanto i ragazzini maniaci dei videogiochi. L'abuso di tecnologia digitale è una realtà sempre più diffusa anche tra gli adulti: almeno 5 milioni di persone tra operatori dell'informazione, impiegati di enti pubblici e privati, pubblicitari, liberi professionisti.
Se Internet è lo strumento che più viene identificato con la schiavitù telematica, è proprio da esso che arrivano informazioni e consigli per contrastare questo nuovo fenomeno: il sito www.netdipendenza.it si propone come la prima agenzia di informazione nazionale sull'eccesso di tecnologia digitale, con notizie dall'Italia e dal mondo, opinione di esperti, dati e servizi di sostegno.
A dirigerla è il giornalista e scrittore napoletano Enzo Di Frenna, il quale spiega: «Se consideriamo che la dipendenza non è solo dipendenza da Internet, ma più in gemerale dipendenza dalle informazioni della rete veicole dagli schermi, l'assuefazione assume toni drammatici. Secondo i dati raccolti da Netdipendenza.it sono oltre un centinaio i casi gravi in Italia. La dipendenza lieve, invece, colpisce oltre 3mila persone»
Ma da dove nasce allora la scelta del Web come mezzo d'informazione? «Non si può più evitare di usare la tecnologia nell'era moderna - dice ancora Di Frenna - ma si deve avviare un dibattito per porre al centro l'individuo, l'uomo, l'ambiente e non la macchina, che invece rappresenta un modello robotico di vita, senza sentimento e umanità. Netdipendenza.it si batte per informare con occhio critico, ponendo in primo piano l'uomo e il valore delle relazioni umane»