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Net-dipendenza, si cura in Rete

pubblicato il [08.02.2006]

Il neo luddismo tecnologico se la prende col digitale, o meglio con certi aspetti che costringono l'individuo a restare ore ed ore incollato davanti al monitor del computer. Dopo il grido d'allarme contro l?Internet Addiction Disorder, la sndrome da dipendenza della Rete, che due or sono rimbalzò in Italia direttamente dagli Stati Uniti. adesso è il momento della rivolta contro la netdipendenza. Netdipendenza, intesa, però, non solo come l'eccessivo tyempo che si trascorre assorbit in Internet, ma come qualunque forma di tecnologia digitale e non, che costringa l'essere umano ad una eccessiva esposizione ad uno schermo. I nuovi incriminati sono quindi non solo più i computer, ma anche i cellulari, i palmari, i videogiochi, la televisione e tutti quegli strumenti che compongono un network. È nata perciò da un senso di ribellione e preoccupazione per "l'imminente fusione tv-computer-cellulare" che, per dirla con le parole del direttore Enzo Di Frenna, «ipnotizza corpo e anima e fa "saltare" il cervello» anche alle persone intelligenti (www.netdipendenza.i), la prima agenzia d'informazione sui rischi per la salute fisica e psichica derivanti dall'uso indiscriminato della tecnologia. Un pò catastrofici nei toni e spesso angosciosi nel voler mettere in allerta i soggetti più deboli, l'intento dell'agenzia è comunque buono: ricordare a tutti, e ai navigatori in primo luogo, che la vita reale si svolge fuori dalle sequenze alfanumeriche di bit e byte e dalle distribuzioni e dalle distribuzioni di pixel e che spegnere ogni tanto il PC o la TV per andare a fare due passi non fa mai male. «In America i netdipendenti sono migliaia, soprattuto tra i giovani, e anche in Italia sono in aumento. Lo scorso anno il primo convegno nazionale sulla Netdipendenza ha visto, seduti allo stesso tavolo, psicoterapeuti, medici, sindacalisti, filosofi per discutere i rischi della nuova droga: l'informazione digitale. E noi, cosa facciamo? In risposta alla domanda posta da Di Frenna, nel sito sono presenti moltissime rubirche e news, oltre ad una newsletter gratuita inviata mensilmente agli utenti registrati per tenersi aggiornati sulle novità nel mondo. Uno spazio a sè è stato riservato al sostegno psicologico dei navigatori in difficoltà con gli audiovisivi. Si tratta dello "sportello psicoterapia" e si avvale della collaborazione della dottoressa Renata Taddei, psicoanalista e fondatrice del Telefono Amico.

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